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Sito della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia La Spezia Savona - News Operatori

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News Operatori

NEWS TURCHIA

La documentazione di importazione per la Turchia è stata integrata con nuove disposizioni per la prova dell'origine non preferenziale, che sono state recentemente rese pubbliche in virtù di un regolamento del ministero del commercio, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30783 del 24 maggio 2019. La dichiarazione dell’esportatore non può più sostituire il Certificato di origine non preferenziale

 

BREXIT - AGGIORNAMENTI NELLA BANCA DATI DELL'UNIONE EUROPEA

La Commissione europea ha incluso nella sua banca dati sull'accesso ai mercati informazioni dettagliate sulle norme adottate dalle autorità britanniche che si applicherebbero sulle importazioni del Regno Unito dall'UE in caso di Brexit senza accordo.

 

Quali informazioni si possono ottenere consultando la banca dati?

Link alla banca dati https://madb.europa.eu/madb/indexPubli.htm

 

EXPORT DAY - BREXIT - Giornata informativa per le imprese

L'Ufficio Dogane di Savona, in collaborazione con la Camera di commercio Riviere di Liguria, organizza EXPORTDAY, una giornata formativa dedicata a illustrare agli operatori economici del territorio le implicazioni doganali conseguenti alla Brexit.

L'iniziativa è in programma martedì 19 marzo 2019 dalle 9 alle 13 nella sede camerale di Savona, Palazzo Lamba Doria - Sala Magnano 3° piano.

La partecipazione è gratuita.

Scarica la locandina dell'evento (file pdf - 746 kb).

Per info contattare l'ufficio Certificazione e Documentazione Estero - Rosella Ricci - e-mail: estero@rivlig.camcom.it

Scarica il materiale dell'evento (file pdf 8141kb)

 

BREXIT - uscita del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione Europea

L'agenzia delle Dogane Direzione Interregionale Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta - Ufficio Doganale di Savona - ha instituito un apposito sportello (tel 010/8541772) dedicato a fornire informazioni utili agli operatori economici che si occupano di questioni doganali e/o che intrattengono relazioni con il Regno Unito.

In assenza di un accordo di recesso, che istituirebbe un periodo di transizione fino alla fine del 2020 , a partire dal 30 marzo 2019 - salvo proroghe  - il Regno Unito sarà trattato  a fini doganali come un paese extra-UE.

L ’effetto più evidente sarà lo stop alle cessioni intracomunitarie da e per il Regno Unito, dato che le vendite o gli acquisti torneranno ad essere equiparati ad esportazioni o importazioni ordinarie con la eventuale applicazione delle misure tariffarie e commerciali previste dalla normativa unionale, e l’assolvimento dell’IVA nel Paese di immissione in consumo.

Maggiori criticità negli scambi devono prevedersi qualora non si raggiunga alcun diverso accordo (“no deal”), cd.hard brexit. In particolare:

  • all’atto dell’introduzione delle merci in territorio UE dovranno essere applicati i dazi “paesi terzi” - senza alcuna agevolazione/riduzione connessa ad accordi o al sistema delle preferenze generalizzate (SPG) - le accise in dogana, qualora dovute, e l’IVA all’importazione – di cui al Titolo Quinto del D.P.R. n.633/1972, ed in particolare, agli articoli da 67 a 70;
  • verranno meno tutte le procedure, agevolazioni, autorizzazioni accordate/rilasciate a soggetti anglosassoni;
  • tutti gli operatori economici stabiliti nel territorio doganale della UE che vorranno effettuare scambi commerciali con il Regno Unito nell’ambito delle attività disciplinate dalla regolamentazione doganale, dovranno acquisire il codice identificativo EORI, valido su tutto il territorio unionale.

Al fine di poter affrontare al meglio un eventuale scenario “no deal” si riportano, a seguire, alcune informazioni utili per minimizzare, nell’eventualità di una hard brexit, gli effetti sulla gestione delle pratiche doganali.

1) Identificazione e classificazione delle merci: alle merci introdotte nel territorio doganale dell’Unione provenienti dal Regno Unito si applicherà il Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, e successive modificazioni, regolante la nomenclatura tariffaria e statistica e la tariffa doganale comune; talune merci potrebbero essere soggette a divieti o restrizioni per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone, degli animali o di preservazione delle specie vegetali, nonché per motivi di tutela del patrimonio culturale nazionale.

2) Per quanto riguarda le ITV (Informazioni Tariffarie Vincolanti), i Servizi della Commissione (DG TAXUD) stanno prendendo in considerazione lo sviluppo di attività che determineranno, a decorrere dal 30 marzo 2019:

· l'annullamento automatico di tutte le decisioni ITV emesse dall'autorità doganale britannica;

· l'annullamento automatico di tutte le decisioni ITV in cui il titolare ha un numero EORI nel Regno Unito.

3) Relativamente alla gestione dei contingenti tariffari, i Servizi della Commissione stanno valutando l’opportunità di provvedere al ricalcolo dei loro volumi in funzione dell’uscita del Regno Unito.

4) Origine preferenziale delle merci: in mancanza di un accordo, negli scambi commerciali UE/Regno Unito le merci non potranno avere alcuna origine preferenziale. In caso di hard brexit le merci dunque saranno assoggettate al dazio pieno e non dovranno essere accompagnate da alcuna prova dell’origine preferenziale, che appunto non sussiste. Le merci UE dirette nel Regno Unito non dovranno essere accompagnate né da EUR 1 né da una dichiarazione su fattura. Per le stesse ragioni, le figure di esportatore autorizzato o di esportatore registrato verso il Regno Unito non esisteranno, in mancanza di un accordo che le preveda. Un’ulteriore conseguenza riguarderà la permanenza del carattere originario delle merci nell’ambito degli accordi tra la UE e Paesi terzi, laddove ai prodotti sia stata riconosciuta l’origine preferenziale UE in quanto realizzati con materiali aventi origine UK o in virtù delle lavorazioni ivi effettuate. Dalla data del recesso, i regimi commerciali preferenziali concordati dall’Unione con Paesi terzi, nell’ambito della politica commerciale comune e delle dogane, non saranno più applicabili al Regno Unito, conseguentemente le merci originarie del Regno Unito incorporate in merci esportate dall’Unione verso Paesi terzi non costituiranno più “contenuto di origine UE”, ai fini della normativa commerciale comune dell’Unione.

5) Autorizzazioni doganali: le autorizzazioni doganali che conferiscono lo stato giuridico di operatore economico autorizzato (AEO) e le altre autorizzazioni rilasciate a fini di semplificazioni doganali dalle Autorità doganali del Regno Unito non saranno più valide nel territorio doganale dell’Unione, così come non potranno più essere considerate valide le autorizzazioni rilasciate dall’Agenzia delle Dogane a soggetti britannici, qualora una delle condizione previste dal Codice Doganale dell’Unione sia lo stabilimento nel territorio doganale della UE .

6) AEO: gli operatori economici autorizzati AEO continueranno a beneficiare dei relativi trattamenti favorevoli in tutto il territorio della UE, secondo quanto previsto dal programma unionale. Le autorizzazioni AEO rilasciate dal Regno Unito cesseranno di avere efficacia nel territorio UE, con il conseguente venir meno delle agevolazioni richieste, in accordo al Codice Doganale unionale (es. riduzione della garanzia globale per i debiti sorti – art. 95 del CDU).

7) Transito: l’iter formale di adesione del Regno Unito alla Convenzione Transito Comune (CTC) si è concluso con la pubblicazione nella GUCE L 317 del 14 dicembre 2018 delle relative Decisioni del Comitato Congiunto UE-PTC ; pertanto a decorrere dal 1 aprile 2019 lo stesso diverrà parte contraente alla CTC ed applicherà il regime del transito comune. Gli operatori economici dovranno fare attenzione alle giornate del 30 e 31 marzo, in cui non saranno applicabili né la Convenzione in parola né il transito unionale.

8) Tutela doganale dei diritti di proprietà intellettuale: a partire dal 30 marzo 2019, non sarà più possibile presentare domande di intervento unionali (c.d. AFA) al competente servizio dell’Amministrazione doganale del Regno Unito. Le domande di intervento unionali, presentate in un altro Stato membro resteranno valide nel Paese di presentazione e in tutti gli altri Stati membri in cui è stata chiesta la tutela, con esclusione del Regno Unito. Le decisioni di accoglimento della tutela doganale emesse dal Regno Unito non saranno più valide negli altri Paesi dell'UE mentre le decisioni di accoglimento di istanze unionali presentate in uno Stato membro resteranno valide in tutti gli Stati membri della UE e non nel Regno Unito. L’Agenzia delle Dogane ha emanato un apposito comunicato nel quale sono state riportate le informazioni fornite dalla Commissione Europea www.adm.gov.it/portale/lotta-alla-contraffazione.

9) Viaggiatori: coloro che si spostano dall'Unione al Regno Unito e viceversa non potranno più godere della libera circolazione delle merci, che consentiva loro di portare con sé beni acquistati in qualunque esercizio commerciale senza alcuna limitazione o formalità.

10) Polizze rilasciate da garanti (società assicurative/banche) del Regno Unito: venendo meno, in caso di “no deal”, l’applicabilità del principio unionale della libera prestazione dei servizi (articoli 56 e seguenti del TFUE) nei confronti di enti garanti britannici, gli Uffici delle dogane debbono verificare la permanenza del riconoscimento dell’ente assicurativo da parte dell’IVASS o dell’istituto bancario da parte di Banca d’Italia . Diversamente, non appena si avrà certezza dell’hard brexit, dovrà essere attivata, nei limiti temporali previsti dalle norme, la procedura per la revoca all’approvazione del fideiussore e chiesta la presentazione di una nuova polizza, necessaria per il funzionamento del corrispondente regime/procedura doganale garantita.

Ulteriori informazioni sul sito dell’Unione Europea https://ec.europa.eu/taxation_customs/uk-withdrawal-it

 

1° febbraio 2019 - Avvio all'Accordo di Partenariato Economico fra Unione Europea e Giappone

L’Accordo di Partenariato Economico tra l’Unione Europea e il Giappone, i cui negoziati sono stati avviati nel 2013, è stato approvato con Decisione (UE) 2018/1907 del Consiglio del 20 dicembre 2018 ed entrerà in vigore il 1° febbraio 2019.

La Commissione Europea, con nota del 18 aprile 2018, aveva già fornito un'analisi sugli elementi chiave dell'accordo che si pone l'obiettivo di incrementare gli scambi con il Giappone e di favorire gli investimenti.

Nota della Commissione per i dettagli ed il testo dell'accordo

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-18-3326_it.htm (link esterno)

Agenzia ICE scheda informativa sull'impatto che si prevede l'accordo possa produrre sull'interscambio.

 https://www.ice.it/it/sites/default/files/inline-files/Passepartout%20Giappone.pdf

Recentemente, in vista dell'approssimarsi dell'applicazione dell'accordo, l'Agenzia delle dogane ha fornito, invece, i primi elementi sulle modalità operative che gli operatori interessati agli scambi commerciali con il Giappone dovranno seguire, al fine di beneficiare del trattamento preferenziale previsto.

Nota dell'Agenzia delle Dogane per le istruzioni operative

https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/4680869/lgpd-c-1D-20190122-UE_Giappone.pdf/eb38634b-202a-4259-b3af-050612252641

Dichiarazione di origine

 

 

 

Pagina aggiornata al: 24.07.2019

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Per informazioni rivolgersi a:
Ufficio Certificazione e Documentazione Estero