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Sito della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia La Spezia Savona - Legge 53/2000, art. 9 - Azioni positive per la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura della famiglia.

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Legge 53/2000, art. 9 - Azioni positive per la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura della famiglia.

imprenditoria femminile

Le politiche per la conciliazione dei tempi del lavoro e della cura rappresentano un importante fattore di innovazione dei modelli sociali, economici e culturali e si ripropongono di fornire strumenti che, rendendo compatibili sfera lavorativa e sfera familiare, consentano a ciascun individuo –senza distinzione di genere- di vivere al meglio i molteplici ruoli all'interno di società complesse.
In Italia la normativa cardine in materia è rappresentata dalla legge 53 dell’8 marzo 2000 che ha introdotto i congedi parentali, ha focalizzato l'attenzione delle regioni e degli enti locali sull'importanza di riorganizzare i tempi delle città ed ha promosso, tramite l'art. 9, la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione sul luogo di lavoro, sensibilizzando così imprese e parti sociali.


L’articolo 9 della L. 53/2000
La norma ha carattere sperimentale. Nel tempo ha avuto diverse modifiche volte ad adattarla all'evoluzione del contesto di riferimento. L'ultima modifica, contenuta nell'art. 38 della L.n. 69/2009, ha ampliato la tipologia dei potenziali beneficiari ed aggiornato i possibili interventi finanziabili. Il nuovo regolamento di attuazione, pubblicato sulla GURI n. 101 del 3 maggio 2011 (serie generale) è entrato in vigore il 18 maggio 2011.
Sono previste misure di conciliazione distinte in favore dei lavoratori dipendenti (art. 9, comma 1) e dei soggetti autonomi (art. 9, comma 3).

La conciliazione per i dipendenti (art. 9, comma 1)
Prevede il finanziamento di datori di lavoro privati, purché iscritti in un pubblico registro (es. registro delle imprese, albi professionali, ecc.), e, ove residuino fondi, alle aziende sanitarie locali e alle aziende ospedaliere, anche universitarie, che intendano attivare, in favore dei propri dipendenti, una le misure di conciliazione previste, in attuazione di accordi contrattuali che sono presupposto indispensabile per l'ammissibilità dei progetti:
a) nuovi sistemi di flessibilità degli orari e dell'organizzazione del lavoro, quali part-time reversibile, telelavoro, orario concentrato, orario flessibile in entrata o in uscita, flessibilità su turni, banca delle ore, ecc. (lettera A);
b) programmi e azioni per il reinserimento di lavoratori/lavoratrici che rientrano da periodi di congedo di almeno 60 giorni (lettera B);
c) servizi innovativi ritagliati sulle esigenze specifiche dei lavoratori e delle lavoratrici (lettera C). Quest'ultima tipologia di azione è attivabile anche da parte di una pluralità di datori di lavoro consorziati, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo di reti territoriali che per un verso consentono di allargare il bacino d'utenza del servizio, abbattendone i costi, e per un altro verso permettono l'integrazione con altre politiche, aventi ricadute sui tempi di vita, realizzate a livello locale.
Tale disposizione può essere utilizzata dalle imprese che attuino accordi contrattuali che prevedano le tipologi di azioni positive come sopra

La conciliazione per gli autonomi (art. 9, comma 3)
La disposizione è diretta al finanziamento di titolari di impresa, liberi professionisti e lavoratori autonomi che abbiano l'esigenza di farsi sostituire, in tutto o in parte, nell'esercizio della propria attività da un soggetto in possesso di adeguati requisiti professionali, autonomamente selezionato.
Questa misura si caratterizza, quindi, per la peculiarità di essere destinata ad un unico beneficiario, che è anche il soggetto proponente.
Può essere attivata esclusivamente per esigenze legate alla genitorialità, per un periodo massimo di 12 mesi (che può essere spalmato nell'arco di 2 anni e ripartito tra i due genitori, laddove entrambi siano lavoratori autonomi).

Operatività
La prossima scadenza per la presentazione di progetti è fissata al 28 ottobre 2011.

Le regole per la presentazione di progetti sono contenute nell'Avviso di finanziamento per l’anno 2011, corredato dalla Guida per la compilazione del piano finanziario e alla rendicontazione e dalla modulistica disponibile sul sito del Dipartimento per le politiche della Famiglia (link esterno).
Questa documentazione sostituisce integralmente le precedenti indicazioni e diviene, quindi, l'esclusivo materiale di riferimento per la corretta presentazione dei progetti e per la successiva gestione degli interventi finanziati. È, inoltre, operativa una piattaforma informatica per la presentazione, con procedura guidata e semplificata, delle domande di finanziamento on line.

Pagina aggiornata al: 17.10.2013

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